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Imperia 25 aprile 2026, Festa della Liberazione, il saluto del sindaco Claudio Scajola

Ragazzi, voi impegnatevi sempre. Non cedete al richiamo dell'indifferenza e non cedete mai al richiamo della mediocrità. Non abbiate mai paura di nulla. Impegnatevi in ciò che amate, puntate sempre al massimo

Categorie:
Comune

Data :

28 aprile 2026

Imperia 25 aprile 2026, Festa della Liberazione, il saluto del sindaco Claudio Scajola
Municipium

Descrizione

Signor Prefetto, Autorità tutte, cittadini,associazioni d'arma e combattimentistiche e soprattutto ragazzi che siete oggi in questa piazza. Ci ritroviamo qui ogni anno, in questo luogo simbolico per la città, un luogo di unione per ricordare la Liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Quel moto popolare che permise al nostro Paese, sempre accanto all’intervento alleato, di liberarsi dal giogo della dittatura e di porre le basi per costruire un'Italia libera, democratica, prospera.

Il rischio, lo sappiamo, è trasformare questo appuntamento in un grigio concentrato di retorica, con uno sguardo rivolto esclusivamente ad avvenimenti che ogni anno più lontani nel tempo. Allontanarlo, così, dal cuore dei più giovani. Eppure, se si rileggono i discorsi delle prime celebrazioni del 25 aprile, pochissimi anni quei fatti, si coglie qualcosa di importante. A muovere i cuori dei leader di partito, di tutti i partiti, dalla Democrazia Cristiana al Partito Comunista, non era soltanto l'aspetto commemorativo, per quanto di assoluto valore: la Liberazione. Quei discorsi erano anche, direi soprattutto, protesi verso il futuro. E se quello spirito era possibile in allora, tra le macerie fisiche, economiche e politiche quando i protagonisti della lotta di Liberazione erano ancora presenti o le loro famiglie ne piangevano la scomparsa, come qui da noi, non si capisce perché noi oggi dovremmo limitarci alla sola pur importante ricostruzione storica.

La Storia, soprattutto questa Storia, va studiata, va approfondita, va conosciuta. Va approfondita. Ma quella è la base. Il compito a cui siamo tutti chiamati, chi rappresenta le istituzioni, i cittadini, è dare significato nel presente, nel nostro quotidiano a quei valori. I tanti ragazzi che hanno dato la vita, allora, nella lotta di Liberazione, a cui questa mattina abbiamo rsi è dato omaggio in diversi luoghi della nostra città disponendo sulle loro tombe le corone di alloro, non morirono soltanto, e ripetiamolo, per sconfiggere, la dittarura, il nazifascismo. Certo, anche per quello. Ma si impegnarono soprattutto per un cambiamento profondo dell’Italia, pur con ragioni diverse, con ideali diversi, contrapposti, talvolta veramente contrapposti. E quando parliamo di cambiamento, quando parliamo di libertà, non parliamo in questo caso di non concetti astratti. Per quei ragazzi, per tutto il popolo italiano, erano concetti straordinariamente concreti: poter esprimere la propria sovranità col proprio volto, poter manifestare pubblicamente le proprie idee, potersi riunirsi, costruire imprese, trovare un lavoro dignitoso, migliorare finalmente le proprie condizioni di vita, sia individuale che collettiva. 

Era una affermazione della dignità della vita umana e dei suoi diritti, e tutto ciò trovò in maniera assolutamente condivisi pur con fortissime contrapposizioni tutto ciò trovò espressione massima nella Costituzione votata pressoché all'unanimità nel primo Parlamento Italiano. Non è un caso se quel sentimento di libertà portò, di lì a poco, al boom economico. Perché la libertà non era appunto un'idea astratta, era un invito concreto all'azione, che ciascuno sentiva forte dentro di sé. Ecco perché, per rendere vivi e presenti quei valori, oggi e domani, c'è un messaggio che vorrei indirizzare soprattutto ai ragazzi che sono qua e a quelli che non ci sono a cui, può darsi, racconterete la vostra giornata. 

Riflettete su quello che provo in qualche modo a ricordare. Qualche giorno fa il Consiglio Comunale di Imperia, qui accanto, ha conferito, all'unanimità, la cittadinanza onoraria a due figure profondamente legate alla Liberazione: Sandro Pertini, ligure che è stato il Presidente del Comitato di Liberazione e Alcide De Gasperi. Fu proprio De Gasperi, mi piace ricordarlo in questa occasione che istituire ufficialmente questa festa della Liberazione del 25 aprile. Qualche anno dopo, nel 1950, prendendo la parola a un congresso di partigiani, in quei momenti così complicati, fece un appello valido ancora oggi, disse: “Aiutateci a superare lo spirito funesto delle discordie”. 

Ebbene, questa è la sfida credo che attende ancora tutti noi. Superare lo spirito funesto delle discordie, nei modi, nei toni, nei contenuti. Quello stesso spirito che negli anni Venti aprì infatti le porte all'ascesa del fascismo. Il sentimento funesto delle discordie. Mancavano i legami, e dove i legami sono deboli, dove l'odio prevale sul rispetto e il caos sull'ordine lì si crea il terreno fertile del disastro. Specie in questo momento storico così difficile, con uno scenario internazionale drammatico, complesso come ci ha ricordato il Prefetto con delle sfide tecnologiche di cui non comprendiamo ancora tutti i risvolti, teniamo ferma la nostra battaglia per superare lo spirito funesto delle discordie. 

Signori, ragazzi, voi impegnatevi sempre. Non cedete al richiamo dell'indifferenza e non cedete mai al richiamo della mediocrità. Non abbiate mai paura di nulla. Impegnatevi in ciò che amate, puntate sempre al massimo, faticate e studiate per raggiungerlo. Ma fate sempre sì che il vostro impegno sia mosso dall'amore per ciò che fate e per il futuro che volete costruire. Mai dall'odio, mai dall'astio verso chi è diverso da voi. In questa città abbiamo un quinto della popolazione che è composto da cittadini extracomunitari che si sono trovati e che contribuiscono alla cresita di questo territorio. Accogliamo chi è diverso da noi, accogliamo perché insieme possiamo costruire un futuro migliore per tutti. Se abbimo questo spirito allora potremo veramente dire sempre, tutti insieme, tutti insieme, viva il 25 aprile, viva la Liberazione, viva l'Italia.

Grazie

Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2026, 10:12

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